Pagare le bollette entro la scadenza indicata è importante non solo per essere in regola con i pagamenti e un buon pagatore, ma anche per evitare rischi che forse ignori
In Italia, a causa delle difficoltà economiche mensili e della mancanza di disponibilità immediata di fondi, la gestione delle bollette rappresenta spesso una sfida significativa per molte famiglie. Tali fatture, che comprendono servizi essenziali come energia elettrica, gas, acqua e altro, sono spesso – purtroppo – affrontate con ansia e preoccupazioni a causa della loro frequente incidenza sui bilanci familiari. Col costo di vita sempre più caro e i costi fissi che anche incalzano tra affitti, mutui o altro, spesso una bolletta salata può far saltare il banco.
E così diventano sempre più frequenti due scenari: o una richiesta di rateizzazione di una spesa nel caso di una cifra particolarmente alta, oppure un pagamento in ritardo in tutta autonomia. Spesso non si ha altra scelta: posticipare i pagamenti delle utenze essenziali per far fronte a spese immediate come cibo, scuola o altre priorità. Questo comporta però non solo un rischio nei confronti della società a cui si fa riferimento, ma anche – se ne arriva più di una – un accumulo di bollette non saldate con effetti a catena sui bilanci familiari.
Quel che non molti sanno, però, è cosa si rischia nel pagare in ritardo una bolletta, ovvero superando il periodo della scadenza di riferimento. Superata questa data, arriverà un sollecito per il mancato pagamento. E ogni avviso comporta un costo e interessi di mora. Molti non immaginano e accolgono con leggerezza magari anche consci di pagare a strettissimo giro, ma in verità quell’avviso sta costando. Questi ultimi sono calcolati utilizzando il tasso ufficiale di riferimento (TUR), con un incremento del 3,5% per i clienti domestici e secondo i parametri definiti dal D.Lgs. n.231/2002 per i clienti con Partita IVA, dopo sette giorni dalla data di scadenza.
Il mancato pagamento porta alla ricezione di una raccomandata con avviso di ricevimento o una comunicazione elettronica certificata, avvisando dei tempi necessari per intervenire per sanare la posizione per evitare, altrimenti, la sospensione e la chiusura del servizio. La comunicazione di mora specifica una nuova data limite, oltre la quale la fornitura verrà come detto sospesa o disattivata e con anche il possibile decadimento del contratto il contratto. Per i contatori telegestiti, questo periodo include in più una riduzione di potenza per 15 giorni.
Se si arriva a questo punto non solo bisognerà pagare tempestivamente ma bisognerà anche rimettere mano al portafogli per il riallaccio del servizio, a cura del distributore, che ammonta a € 12,26, come stabilito dalla Delibera Arera nr.258/2015/R/com – TIMOE. Queste disposizioni mirano a regolare in modo trasparente ed efficiente le procedure in caso di mancato pagamento, garantendo la continuità del servizio e disciplinando le conseguenze del ritardo nei pagamenti. Tutto questo, anche i semplici ritardi continui, può inoltre avere conseguenze sulla posizione finanziaria del titolare dell’utenza che potrebbe essere penalizzato per prestiti, mutui o altri servizi.
Preso atto di tutto questo quindi, è consigliabile – per quanto possibile al netto di tutte le insidie mensili di cui detto – di organizzarsi al fine di non rischiare di pagare con ritardo quanto dovuto. C’è anche chi, saggiamente, potendo, accantona una quota mensile minima ma utile per ammortizzare o coprire le spese delle bollette ancor prima che queste arrivino. Tale soluzione, se si può, può essere un modo per riallinearsi e magari pagare con costanza e precisione tutte le bollette del 2024 a seguire.
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