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Assegno Unico, quando si perde l’aiuto: i casi che vedono coinvolti i figli

Ci sono dei casi in cui l’Assegno Unico viene revocato: capiamo in quali occasioni si perde il diritto di ricevere l’aiuto economico. 

Assegno unico: quando si perde (Codiciateco.it)

Indubbiamente, gli aiuti economici sono legati a particolari condizioni e status: ci sono dei cambiamenti che possono portare a perdere l’Assegno Unico. Capiamo, a tal proposito, quali casi fanno perdere il diritto di ricevere il sussidio. Avendo ben chiare le condizioni, non si rischia di restare sprovvisti.

Per Assegno Unico si intende il sostegno rivolto alle famiglie con figli. L’importo è variabile e dipende dall’ISEE percepito dalla famiglia: si parte da una quota minima di circa 54 euro al mese, fino ad una quota massima di 189,2 euro per ogni figlio. Stiamo parlando di genitori con figli a carico che abbiano meno di 21 anni d’età (solamente per figli disabili non vi sono limiti d’età), nonostante a partire dal compimento del 18esimo anno del figlio l’importo accreditato sarà ridotto. Si partirà da un minimo di 28,5 euro fino ad un massimo di 96,9 euro in base all’ISEE. Tuttavia, esistono dei casi in cui si perde totalmente il diritto di ricevere il sussidio economico: analizziamoli insieme.

Assegno Unico, quali condizioni fanno perdere il diritto di riceverlo

Assegno unico: quando si perde (Codiciateco.it)

Quando un figlio a carico è maggiorenne (al di sotto dei 21 anni), devono essere rispettate altre condizioni affinché permanga il diritto di ricevere l’Assegno Unico. Ad esempio, dovrà risultare frequentante di un corso di formazione scolastica, professionale o un corso di laurea; in alternativa, dovrà svolgere un tirocinio o un’attività lavorativa che frutti un reddito inferiore a 8000 euro o dovrà essere registrato come disoccupato, in cerca di un lavoro presso il Centro dell’impiego o nell’atto di svolgere il servizio civile universale.

Ancora, è obbligatorio che il figlio per il quale si percepisce l’Assegno sia fiscalmente a carico dei genitori. Non importa che esso sia maggiorenne e attivo lavorativamente: se il reddito annuo non supera gli 8000 euro, fino ai 21 anni d’età i genitori possono ricevere l’aiuto economico. Anche in questo caso ci sono delle eccezioni per figli disabili: in tal caso, non si applica il limite degli 8000 euro. Invece, qualora il figlio fosse residente all’estero, non è previsto alcun Assegno Unico né si beneficia di altre detrazioni fiscali previste per figli a carico.

Emanuela Toparelli

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