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Assegno di inclusione, sblocco domande sospese entro il 25 marzo: chi riguarda

Assegno di inclusione, gioia in arrivo per migliaia di italiani che vedranno la domanda sbloccata già a fine mese. Ecco chi riguarda precisamente 

ADI, molte domande stanno per sbloccarsi: di quali si tratta – CodiciAteco.it

Primi tre mesi di assegno di inclusione in Italia. Ma non ancora tutti i beneficiari stanno usufruendo dell’aiuto INPS destinato alle famiglie in difficoltà economica. Se da una parte c’è chi ha iniziato finalmente a beneficiare della misura statale, dall’altra sono ancora tantissimi i nuclei in attesa e in attuale difficoltà economica poiché non hanno altre entrate. Milioni di domande sono infatti in stand-by che sia per i ritardi nel reperire i documenti necessari da presentare sia per le dovute verifica che sta attuando l’istituto prima di approvare il contributo.

Come ormai noto, a presentare domanda per avere un esito positivo sono solo i contesti che presentano al suo interno o un minore, o un disabile o un anziano la cui posizione economica non è dignitosa. Lì dove vi siano queste premesse e gli altri requisiti richiesti come ISEE e altro è poi possibile ottenere la mensilità assicurata per 18 mesi per un possibile rinnovo successivo di altri 12 mesi e con un minimo 480 euro mensili che salgono in base ai componenti all’interno delle mura domestiche.

Assegno di inclusione, quali domande stanno per sbloccarsi

Assegno di inclusione, stanno per sbloccare molte domande prima di Pasqua – CodiciAteco.it

Quando si sbloccheranno ora le domande attualmente ferme? Fermo restando che molto dipende da caso a caso, in base alla data di presentazione e alla tipologia di problema eventualmente subentrato, c’è una data comune per chi si ritrova in una stessa precisa condizione. Ovvero quella che vede la domanda sospesa dal mese di gennaio, precisamente dal 24: queste saranno sbloccate o bocciate entro il 25 marzo. Verdetto quindi in arrivo non la prossima settimana ma all’inizio dell’altra ancora, con la possibilità però, come detto, che l’esito sia anche negativo.

Come comunicato dall’INPS sono necessari 60 giorni per superare i controlli delle domande sospese, ma non sempre questo arco temporale è sinonimo di una buona notizia. Potrebbe anche accadere che nonostante l’attesa alla fine non spetti l’assegno di inclusione, cosa che – statisticamente – sicuramente accadrà nel nuovo giro in arrivo. Alle volte potrebbe dipendere da alcuni dati non allineati e da risistemare. Altrimenti si può presentare il riesame entro 30 giorni dalla bocciatura.

Chi per fortuna vedrà la fumata bianca sul sito INPS leggerà invece la scritta “accolta”. E avrà in tal senso un piacevolissimo regalo di Pasqua grazie a questa notizia che permetterà ai diretti interessati di guardare al prosieguo del 2024 con un maggior sollievo grazie a questo ammortizzatore sociale. Con la speranza, ovviamente, di trovare successivamente un vero lavoro e una reale stabilità e dignità come tutti meriterebbero.

Pasquale Edivaldo Cacciola

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