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Annuncio INPS: chi può andare in pensione con 5 anni di anticipo

Chi può andare in pensione con cinque anni di anticipo? Scopriamo la nuova finestra aperta da INPS e chi può presentare domanda.

Inps, chi può andare in pensione in anticipo (Codiciateco.it)

Non tutti sanno che INPS ha aperto la finestra che permetterà di presentare la domanda di riscatto contributivo ai fini pensionistici. Cosa significa tutto ciò? Che chi è ha passato del tempo senza lavorare in un periodo compreso che va dal 1996 al 2023, ha la possibilità di versare all’INPS fino a 5 anni di contributi, in questo modo sarà molto più semplice arrivare alla data della pensione.

Come funziona tutto questo? Scopriamo i dettagli e soprattutto è doveroso capire chi può richiedere il riscatto contributivo. Tutte le informazioni vi verranno fornite nei prossimi paragrafi.

Chi può richiedere il riscatto contributivo?

Pensione, chi può richiedere il riscatto contributivo (Codiciateco.it)

Come abbiamo già detto, è stato aperto il portale che permette di richiedere il riscatto contributivo. Nello specifico, possono essere aggiunti fino a 5 anni di contributi, il cui totale di quelli versati può essere controllato attraverso il fascicolo previdenziale, e questo inevitabilmente significa che si possono riscattare quei periodi in cui non vi è stata copertura di contribuzione, ma questa deve trovarsi in un periodo compreso tra il 31 dicembre 1995 e il 1° gennaio 2024.

A tal proposito, è bene sapere che può essere attivato da tutti gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria. Tra questi troviamo: gli iscritti alla gestione ordinaria, alle forme sostitutive ed esclusive, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, commercianti e artigiani e, infine, troviamo gli iscritti alla gestione separata.

Chi può presentare la domanda?

Non tutti sanno che a presentare la domanda possono essere anche gli eredi o i parenti, mentre è bene sapere che per quelli che sono iscritti alle gestioni private hanno la possibilità di far inviare la richiesta proprio dal datore di lavoro, non dimenticate che il tutto può essere presentato entro il 31 dicembre 2025.

Ci sono casi in cui la pace contributiva non può essere attivata, ad esempio se c’è stato l’accredito del servizio militare o quello della maternità. Il versamento può esservi o in un’unica soluzione oppure a rate, ma è bene sapere che le rate mensili possono essere non più di 120 e l’importo non può essere inferiore a 30 euro, gli interessi non verranno applicati. Per quantificare il tutto il lavoratore deve basarsi sul calcolo a percentuale riportato nel comunicato INPS.

Paola Saija

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