ADI, quando bisogna andare dagli assistenti sociali del Comune di residenza? Tempi ed obblighi per le famiglie assegnatarie
Le domande per la richiesta dell’Assegno di inclusione sono ormai terminate. La prima tranche di pagamenti è già avvenuta e la seconda, per chi ha presentato la richiesta entro il 31 gennaio, arriverà a breve. Un sostegno, questo, che ha in parte sostituito il Reddito di cittadinanza e sul quale contano molte famiglie.
C’è da ricordare però che lo scopo dell’assegno è quello di supportare le famiglie che si trovano in difficoltà cercando però di creare per loro un percorso che permetta di accedere ad un lavoro rendendole economicamente autosufficienti. Per questo è previsto un confronto costante con i servizi sociali del Comune di residenza. Ma sapete quando bisogna andare? Vediamo maggiori dettagli.
Il sostegno economico riconosciuto dall’assegno di inclusione è solo momentaneo ed è vincolato alla partecipazione, da parte della famiglia, ad un percorso di inclusione. Di questo si occupano gli assistenti sociali del Comune di residente che effettuano una valutazione multidimensionale dei bisogni della famiglia per comprendere quali sono le principali problematiche e come affrontarle.
Il nucleo familiare ha, dunque, delle scadenze da rispettare per quanto riguarda gli incontri da fare con gli assistenti sociali. Un vero e proprio obbligo per chi è risultato beneficiario dell’assegno di inclusione che non può essere demandato, altrimenti si rischia di perdere il sussidio. Un passaggio che non può essere saltato e che arriva subito dopo l’assegnazione dell’agevolazione. Vediamo come vanno gestite queste scadenze.
Il primo incontro con gli assistenti sociali del Comune di residenza va fatto, secondo la normativa, entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale attraverso la piattaforma Siisl. È compito dei servizi sociali convocare il nucleo familiare via e-mail o sms, o anche con una notifica attraverso la piattaforma utilizzata per l’invio del Patto di attivazione digitale.
Se entro questa scadenza il primo incontro non viene svolto, l’assegno di inclusione viene sospeso. Motivo questo che deve spingere la famiglia a presentarsi in Comune se non ha ricevuto nessuna convocazione da parte dei servizi social. Dopo il primo incontro viene stabilito il percorso di inclusione sociale e lavorativo per la famiglia che è obbligatorio e non demandabile.
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