News

ADI, ogni quanto bisogna andare dagli assistenti sociali del Comune

ADI, quando bisogna andare dagli assistenti sociali del Comune di residenza? Tempi ed obblighi per le famiglie assegnatarie

ADI, quando bisogna andare dagli assistenti sociali (Codiciateco.it)

Le domande per la richiesta dell’Assegno di inclusione sono ormai terminate. La prima tranche di pagamenti è già avvenuta e la seconda, per chi ha presentato la richiesta entro il 31 gennaio, arriverà a breve. Un sostegno, questo, che ha in parte sostituito il Reddito di cittadinanza e sul quale contano molte famiglie.

C’è da ricordare però che lo scopo dell’assegno è quello di supportare le famiglie che si trovano in difficoltà cercando però di creare per loro un percorso che permetta di accedere ad un lavoro rendendole economicamente autosufficienti. Per questo è previsto un confronto costante con i servizi sociali del Comune di residenza. Ma sapete quando bisogna andare? Vediamo maggiori dettagli.

Assegno di inclusione ed obblighi: cosa bisogna fare

Colloquio con gli assistenti sociali per l’ADI (Codiciateco.it)

Il sostegno economico riconosciuto dall’assegno di inclusione è solo momentaneo ed è vincolato alla partecipazione, da parte della famiglia, ad un percorso di inclusione. Di questo si occupano gli assistenti sociali del Comune di residente che effettuano una valutazione multidimensionale dei bisogni della famiglia per comprendere quali sono le principali problematiche e come affrontarle.

Il nucleo familiare ha, dunque, delle scadenze da rispettare per quanto riguarda gli incontri da fare con gli assistenti sociali. Un vero e proprio obbligo per chi è risultato beneficiario dell’assegno di inclusione che non può essere demandato, altrimenti si rischia di perdere il sussidio. Un passaggio che non può essere saltato e che arriva subito dopo l’assegnazione dell’agevolazione. Vediamo come vanno gestite queste scadenze.

ADI, quando andare dagli assistenti sociali

Il primo incontro con gli assistenti sociali del Comune di residenza va fatto, secondo la normativa, entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale attraverso la piattaforma Siisl. È compito dei servizi sociali convocare il nucleo familiare via e-mail o sms, o anche con una notifica attraverso la piattaforma utilizzata per l’invio del Patto di attivazione digitale.

Se entro questa scadenza il primo incontro non viene svolto, l’assegno di inclusione viene sospeso. Motivo questo che deve spingere la famiglia a presentarsi in Comune se non ha ricevuto nessuna convocazione da parte dei servizi social. Dopo il primo incontro viene stabilito il percorso di inclusione sociale e lavorativo per la famiglia che è obbligatorio e non demandabile.

Francesca Bloise

Recent Posts

Halaesa espande a 300 ettari la produzione di avocado in Sicilia, leader nella filiera sostenibile

Le prime piantine di avocado messe a dimora in Sicilia non sono più un esperimento…

3 ore ago

Trentino 2040: Pil in crescita del 40%, la provincia di Trento punta su sviluppo sostenibile e innovazione

Il Trentino si prepara a cambiare volto entro il 2040 Non è solo un piano…

3 ore ago

Campi Flegrei, oltre 550 sfollati e 800 richieste: oggi vertice urgente con Piantedosi dopo il terremoto

Venerdì sera, poco dopo le sette, un boato ha rotto il silenzio e la terra…

18 ore ago

L’Impatto dell’Asteroide: Come la Terra è Diventata un Forno Infernale per i Dinosauri

Sessanta milioni di anni fa, un gigantesco asteroide si schiantò sullo Yucatán. L’impatto fu così…

1 giorno ago

Open Fiber cresce nel 2024: fatturato in aumento e 4,1 milioni di clienti in fibra ottica FTTH

I ricavi di Open Fiber nel primo semestre 2024 hanno registrato un netto aumento, accompagnato…

1 giorno ago

Ferragosto 2026: 1 miliardo in più per la benzina, vacanze italiane da 18,5 miliardi

Sono quasi diciassette milioni gli italiani pronti a partire per le vacanze di Ferragosto 2026,…

2 giorni ago