Grande novità per una categoria di lavoratori. Nelle loro tasche arriveranno tantissimi soldi: ecco per chi e in quale somma.
Non sono anni facili, sul fronte economico, per gli italiani. Le guerre che dominano alcune zone del mondo causano una forte instabilità sia a livello politico che monetario, con molti rincari su beni di prima necessità e, di conseguenza, grandi fatiche per le famiglie nell’affrontare le spese quotidiane. Per agevolarle nella vita di tutti i giorni, il Governo ha pensato ad alcuni bonus: ecco questo, specifico per una categoria di lavoratori.
Sono molti i bonus grazie ai quali le famiglie italiane possono proseguire nella propria vita quotidiana e possono affrontare anche spese importanti. Si pensi a quello riferito alla ristrutturazione di casa, all’efficientamento energetico o alla rimozione di barriere architettoniche! Oggi, però, parliamo di una somma economica riservata a una categoria specifica di lavoratori: di quale si tratta e a quanto ammonta.
Grande novità per tutte le mamme italiane. Secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, nel prossimo anno le mamme lavoratrici dipendenti godranno di una decontribuzione che permetterà loro di guadagnare fino a 1700 euro in più. Più nello specifico, saranno esonerate totalmente dal versamento dei contributi sociali a loro carico, con un massimale di 3000 euro lordi, per tutto il periodo che va dal 2024 al 2026.
Ne sono coinvolte le mamme con almeno due figli di cui uno più piccolo di dieci anni e, per quelle con tre figli o di più, è sufficiente che almeno uno sia minorenne. Secondo il Messaggero, lo sgravio fiscale interesserà 800mila lavoratrici e, nello specifico, coinvolgerà le mamme con contratti a tempo indeterminato, fatta esclusione per quelle che svolgono lavoro domestico.
In realtà, però, le donne che beneficeranno di questa decontribuzione sono molte meno di quelle che sono vere e proprie lavoratrici: essendo queste ultime circa 9.9 milioni, il bonus coinvolgerà solo meno del 10% di loro. Requisito fondamentale, infatti, è l’assunzione a tempo indeterminato, che quindi pone un paletto alla ricezione di questo bonus. Nel secondo trimestre di quest’anno, però, il dato dell’occupazione femminile è salito al 52.6% e questa è una buona notizia, a livello statale: di fatto, però, resta inferiore rispetto a quelli degli altri paesi europei e, rispetto alla media europea, è sotto di ben 13.8 punti percentuali.
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